Salute&Sicurezza sul luogo di lavoro : un cammino costante fino alla pensione

di Michele Tedone e di Silvia Ranedda

Coordinamento Nazionale Ministero Economia e Finanze

5 dicembre 2017 - Mobilitazione Nazionale

Oggi, martedi 5 dicembre, l'U.G.L. è scesa in piazza in tutta Italia con la mobilitazione "#vietatovivere pensione irraggiungibile", contro le politiche previdenziali dell'attuale Governo che non ha fatto NULLA, nonostante l'impegno sottoscritto un anno fa, con il verbale del 28 settembre 2016, per superare la rigidità dell'attuale sistema e favorire il turn over generazionale.

NULLA per modificare e ridurre gli effetti nefasti della Legge Fornero che, com'è noto, penalizza i redditi più bassi e non tiene conto di tutti i lavori più gravosi, che ha scaricato sui lavoratori e sui pensionati l'onere di risanare i cinti pubblici!

NULLA per bloccare l'innalzamento illimitato dei requisiti necessari per andare in pensione e per garantire una rivalutazione delle pensioni!

NESSUNA prospettiva pensionistica per i giovani e per coloro che svolgono lavori discontinui, con redditi bassi o contribuzione bassa!

NESSUNA iniziativa per superare la disparità di genere e per il riconoscimento previdenziale per il lavoro di cura delle DONNE (accudimento dei figli e dei familiari disabili o non autosufficienti)!

NULLA per l'ampliamento della flessibilità in uscita per tutti i lavoratori, garantendo loro una maggiore libertà sulla scelta di quando andare in pensione!

NESSUNA modifica alla norma su Ape social e Precoci: nessuna estensione dei beneficiari e nessuna semplificazione delle procedure!

NESSUNA iniziativa per favorire l'adesione alla previdenza integrativa!

In pratica, i fondi stanziati per la trattativa (solo 300 milioni di euro), consentiranno solo miseri vantaggi per alcune migliaia di lavoratori.

L'attuale Esecutivo, infatti, a fronte del blocco sui requisiti per la pensione di vecchiaia e di anzianità (innalzamento dell'età pensionabile di 5 mesi, dal 1/1/2019), si è limitato solo ad ampliare le categorie di lavori gravosi, esentandoli dal suddetto innalzamento, solo per il 5% del totale dei lavoratori, cioè 15 mansioni, peraltro, ponendo il vincolo di almeno 30 anni di contributi, di cui almeno 7 negli ultimi 10 impiegati nella specifica attività, nonchè uno sconto del requisito contributivo per l'accesso alla pensione anticipata per le 11 categorie già individuate ai fini dell'Ape social.

Il Segretario Generale dell'Ugl, Francesco Paolo Capone ha denunciato che "Purtroppo, le condizioni per il pensionamento restano indecorose sul piano sociale. La legge di bilancio avrebbe dovuto porre maggiore attenzione sul tema delle pensioni e del welfare sociale, introducendo nuovi elementi a favore di tutti i cittadini, proponendo correzioni necessarie ad eliminare le tante iniquità previdenziali. Fino a quando non si interverrà su questo fronte, non ci sarà alcuna ripresa economica, soprattutto se il governo continua ad ignorare i problemi cardine dell'Italia, che sono legati alla mancanza di lavoro e relative tutele".

Oggi la mobilitazione "#vietatovivere pensione irraggiungibile" è stata sostenuta anche dai numerosi partecipanti all'evento "A LAVORO IN SICUREZZA", organizzato dalla UTL ROMA, svolto in via delle Botteghe Oscure n. 54, sede della Confederazione U.G.L. e di questa Federazione Funzione Pubblica.

La tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro e la preoccupazione per l' attuale quadro normativo in tema pensionistico sono temi solo in apparenza distinti e separati.

Ad un'attenta riflessione, infatti, risulta evidente ed allarmante l'aprirsi di uno scenario futuro rappresentato da Lavoratori sempre più avanti con l' età - 67 o 69 anni il traguardo anagrafico richiesto per accedere alla meritata pensione - dunque più vulnerabili dal punto di vista della propria integrità psico- fisica, sempre più stanchi e probabilmente demotivati dal punto di vista professionale.

Bisogna ricordare, infatti, che il concetto di Salute&Sicurezza non esaurisce la propria portata all' accertamento della mera assenza di malattia, ma comprende la valutazione del benessere del Lavoratore in senso globale, non soltanto nel tempo in cui egli presta attivamente servizio presso l'Amministrazione o l'Impresa di appartenenza, ma anche nella fase successiva, quella, appunto, dell'età pensionistica.